Il glaucoma è una patologia oculare caratterizzata, nella maggior parte dei casi, da un aumento della pressione intraoculare che, nel tempo, può determinare un danno progressivo e irreversibile del nervo ottico. Questo danno compromette gradualmente la funzione visiva e, se non trattato, può evolvere fino a forme gravi di perdita della vista.
Le conseguenze cliniche del glaucoma si manifestano principalmente attraverso:
- Riduzione del campo visivo, ossia una diminuzione progressiva dello spazio che l’occhio riesce a percepire mantenendo lo sguardo fisso in avanti. Il paziente può inizialmente non accorgersi del deficit, poiché la perdita visiva interessa spesso le zone periferiche.
- Alterazioni della papilla ottica, struttura anatomica che rappresenta l’origine del nervo ottico ed è valutabile tramite esame del fondo oculare. È importante non confondere la papilla con la pupilla: la prima è una struttura interna dell’occhio, la seconda è l’apertura centrale dell’iride.
La diagnosi di glaucoma viene formulata dall’oculista quando si riscontra la presenza combinata di tre elementi fondamentali:
- Aumento della pressione intraoculare (tonometria).
- Deficit del campo visivo, evidenziato tramite esame campimetrico computerizzato.
- Alterazioni morfologiche della papilla ottica, rilevate con esame del fondo oculare e indagini strumentali come OCT.
Presso uno studio specializzato nella diagnosi e trattamento delle patologie oculari, questi parametri vengono valutati con strumentazione avanzata per consentire un’identificazione precoce della malattia e un tempestivo intervento terapeutico.







