LO STRABISMO


Lo strabismo è una condizione patologica caratterizzata dal disallineamento degli assi visivi dei 2 occhi (i cosiddetti “occhi storti”), dovuto ad un malfunzionamento
dei muscoli estrinseci degli occhi, i muscoli cioè deputati al movimento dei bulbi oculari, per cui mentre un occhio (quello fissante) fissa un oggetto, l’altro occhio (quello deviato) è orientato verso l’interno, l’esterno, l’alto o il basso. Oltre al danno estetico, la conseguenza più importante è la perdita della visione binoculare (cioè con entrambi gli occhi) e, poiché l’occhio deviato perde la capacità di collaborare
con l’occhio fissante, l’instaurarsi dell’ambliopia (o “occhio pigro”) nell’occhio
“storto”, nei bambini; negli adulti invece la comparsa di uno strabismo acquisito determina diplopia (ovvero una visione doppia), perché il cervello, ormai abituato a ricevere le immagini da entrambi gli occhi (a differenza dello strabismo dei bambini,
in cui il cervello sopprime le immagini provenienti dall’occhio deviato, determinando ambliopia) non riesce ad ignorare l'immagine alterata proveniente dall’occhio deviato.


La visione binoculare singola

In condizioni normali, cioè in cui è presente una visione binoculare singola, entrambi gli occhi fissano nella stessa direzione, e le 2 immagini (che sono tra loro leggermente differenti) vengono fuse in un’unica immagine a livello dell’area del cervello deputata alla funzione visiva. E’ un processo che comincia nei primi mesi di vita, ed il normale allineamento dei due occhi in età infantile permette di sviluppare una buona funzione visiva in ciascun occhio.


L’ambliopia (“occhio pigro”)

Consiste in una capacità visiva (generalmente in un solo occhio, ma anche bilaterale) inferiore ai 10/10 nonostante la correzione ottica migliore (cioè l’uso di occhiali); può essere determinata da una deprivazione visiva (ad esempio da cataratta congenita o ptosi palpebrale), da strabismo (in cui le immagini provenienti dall’occhio deviato vengono soppresse) o da anisometropia (ovvero una differenza di refrazione fra i 2 occhi). Sull’ambliopia si può intervenire fino ad un’età di 11-12 anni (7-8 anni in presenza di strabismo) con diverse tecniche, quali l’occlusione dell’occhio sano con la benda o altri ausili per alcune ore durante la giornata, oppure la penalizzazione dell’occhio migliore con l’atropina, al fine di far sviluppare l’occhio deviato.

LE CAUSE

  • Familiarità per strabismo
  • Patologie oculari congenite: cataratta, ptosi, etc
  • Vizi di refrazione (difetti della vista) non corretti
  • Anomalie  dei muscoli estrinseci dell’occhio
  • Paresi di origine cerebrale (strabismo paralitico)

FORME DI STRABISMO

  1. Esotropia: è uno strabismo convergente, in cui l’occhio deviato va verso l’interno; è la forma più frequente.
  2. Exotropia: è uno strabismo divergente, l’occhio devia verso l’esterno
  3. Ipertropia: un occhio devia verso l’alto
  4. Ipotropia: un occhio devia verso il basso

Lo strabismo può essere inoltre congenito, ad insorgenza precoce o tardiva, costante (se la deviazione è sempre presente) o latente (se la deviazione diventa evidente solo in alcuni momenti ed in alcune posizioni), monolaterale o alternante (a seconda se interessa sempre lo stesso occhio o entrambi gli occhi in maniera alternata).

DIAGNOSI E TERAPIA

È estremamente importante sottoporre i bambini a visite oculistiche, in età prescolare e scolare, per evidenziare eventuali strabismi (se non sono già manifesti) e correggere eventuali vizi di refrazione che potrebbero esserne alla base, onde evitare lo sviluppo di ambliopia; qualora fosse presente un occhio pigro è importante intervenire quanto prima con i metodi sopra indicati.
Qualora il trattamento ottico (con gli occhiali) prescritto in prima battuta dall’oculista non dovesse risolvere il problema dello strabismo è necessario un intervento chirurgico, che mira al recupero della funzione visiva con la scomparsa o la riduzione della deviazione oculare che persiste nonostante la correzione ottica.
L’intervento per lo strabismo viene effettuato in anestesia generale nei bambini, mentre negli adulti è possibile effettuarlo in anestesia locale; il chirurgo interviene sui muscoli oculari “difettosi”, responsabili della deviazione, accorciandoli o modificando la loro posizione.